sabato 15 agosto 2015

GRACIAS!

Grazie per averci seguito, speriamo che le traduzioni siano abbastanza buone e chi vi possano essere state di aiuto e che vi siano piaciute. Ora per sapere di più sui nostri TeenAngels, potete visitare la nostra pagina, in cui sarete aggiornati su tutto! 

Ecco qui il link. https://www.facebook.com/TeenAngelsUnaBandCheCambioLaSuaVita

Ancora Grazieee!!! 

113.''La resistenza'' parte 2 (Tic-Tac) Quarta stagione



C'è un momento, un secondo contundente, in cui tutto questo senza senza scompare, evapora, e il cuore grida 'grazie'. Grazie a me stesso per aver resistito.
La ricompensa di resistere è tornare a casa.
Quando tutto ritorna oscuro uno sa perché resistere. Per gli essere amati, per i nostri affetti, per lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto ai nostri figli. E per questo forse dobbiamo accettare che la nostra esistenza ha un senso superiore. In definitiva resistiamo per compiere la nostra missione in questo mondo.
Lo sappiamo o no resistiamo per una ragione. Grande o piccole missioni che dobbiamo portare a termine. Far felice una persone,ad alcune, a milioni.
Svegliare coscienze, o scoprire la cura di qualche malattia o semplicemente essere l'essere amato di qualcuno. Tutti abbiamo un motivo di esistere e per questo si deve resistere.
La nostra missione può essere salvare il mondo o salvare una vita e per questo vale la pena resistere.
Lo puoi vedere? C'è magia intorno a te,ci sono angeli, c'è qualcosa di superiore, siamo parte di una trama perfetta in cui ogni cosa ha il suo perché e per questo si deve resistere.
Forse la tua missione è quella di portare una nuova vita al mondo con una missione, o forse scrivere questa canzone che farà venire i brividi a molti o regalare alla tua ragazza quella poesia orribile che le hai scritto ma che la farà sentire amata. E per questo, solo per questo, vale la pena resistere.
Non mi piace dare consigli ma visto che farò qualcosa che non mi piace, lo faccio di più, qui ce ne sono tre: ricordare che sei parte fondamentale di questo ciclo senza fine. Sapere che siamo quasi angeli. E che la vita è resistenza.

112.''La resistenza'' parte 1 (Tic-Tac) Quarta stagione


Tutti siamo occupati con la nostra piccola vita. Trionfi e senza entusiasmo, raggiungimenti e frustrazioni quotidiane, piccole o grandi mete con le quali diamo il senso alla nostra vita.. Ma quando la tragedia ci colpisce tutto perde senso.
Ciò che credevamo che fosse la nosra ragione d'esistere si scompare, si dissolve, perde consistenza e ci troviamo di fronte al vuoto del senza senso.
Quando ci scontriamo col senza senso della vita uno si domanda perché resistrere? qual'è il motivo di resistere? resistere, perdurare, salvare cosa e per che cosa dal naufragio.
Ci dicono che dobbiamo essere la resistenza, ma perché? qual'è il senso di resistere?
Perché resistere ai dolori, alle tristezze? Perché ci dicono che dobbiamo resistere quando il destino scarica tutta la sua crudeltà su di noi?
Se la vita è una successione di addii, di perdite, perché reistere? perché svegliarsi ogni mattina anche quando non abbiamo motivo per farlo?Solo per un atto di fede. Fede in che resistendo qualcosa migliorerà. Ma cosa?
La ricompensa di resistere è tornare a casa.


111.''Un patto'' (Tutti) Quarta stagione



Rama: Un'amicizia è un patto, un contratto tacito, un accordo di parole senza parole. Entrambi sappiamo che questo significa ''siamo fratelli da quando avevamo 11 anni e quando stiamo insieme non ho paura di nulla.''
Tacho: non c'è bisogno di dirti quanto ti voglio bene, che sei mio fratello, che do la mia vita per te, letteralmente.
Esperanza: Sapere che nessuno ti lascerà la mano non ha prezzo, nemmeno devi dirlo, è un patto silenzioso.
Paloma: non c'è bisogno di dire quello che significa per me, grazie per essere così generoso.
Alai: lui sa tutto ciò che gli devo e mi mancherà sempre.
Lleca: le voglio così tanto bene che non le voglio più baciare
Nacho: Il paradosso di avere un figlio senza averlo avuto miha insegnato che essere padre è fare un patto 'ti vorrò sempre bene, succeda quel che succeda'
Tefi: promettere che cambierai e riuscirci è compiere un patto.
Esperanza: Essere speranza è facile quando intorno a te hai tanti amici, zii, di persone che senza dirtelo ti giurano amor eterno. Sono cresciuta con te, mi hai promesso che saresti stat sempre con me e nonostante tutti i paradossi questo patto continua ad esserci.
Mar: sei stato lì con me, anche quando io non ero io. Voglio fare un patto con te, che per favore tra noi 'el rulo siempre vuelva'
Simon: sempre ho saputo che ci saresti stato, non ho mai dubitato di te, come faccio a lasciarti andare?
Thiago: sono orgoglioso della tua lotta, del tuo combattere, non ho mai dubitato di te.
Tacho: per attraversare il campo di ortiche il 'melli'(?) mi ha detto di trattenere la respirazione e così è stato.
Teo: mio fratello ha dato la vita per non cedere(?),sono cresciuto così, facendo patti con la vita e la morte.
Luca: mi giochi per loro perché mi fido di loro, e mi fido di loro perché si fidano di me. Questo è il mio patto
Nina: lui mi ha detto 'non ti abbbandonerò mai'
Cristobal: e mai è mai, no?
Jazmin: I gitani firmano i loro patti con il sangue perché il sangue è ciò che sei in grado di dare per i tuoi.
Kika: uno per tutti e tutti per uno, è del mio libro preferito, quello dei tre moschettieri
Luz: sono nata in un patto di silenzio, sono cresciuta nella sfiducia ed ho vissuto rompendo promesse. Oggi ho bisogno di nuovi patti per vivere.
Mar: il mio patto con te sta scritto nelle stelle, ed è più forte della distanza e del tempo, è un patto che vinnce il destino.
Vale: non gli ho mai detto che quando sono triste prendo mate cocido e mi calma. Lei non mi ha mai detto che lo sapeva. Suppongo che questo sia un patto.
Melody: Capirsi con uno sguardo, questa espressione mi è sempre parsa trita e ritrita, vuota. Ora vedo che è un patto implicito, pieno di senso.
Vale: grazie.
Melody: di niente. Dicendo senza dire compiamo il nostro patto.
Thiago: ti giuro, ti prometto, ti do la mia parola. Sempre facciamo patti. Perché lo facciamo?
Jay:Ho fatto un patto con mia figlia, se la salvava mi doveva perdonare. Ma non l'ho salvata, non ho compiuto il mio patto. Come si fa a vivere con questo tradimento?
Thiago: Non far male dovrebbe essere il comando fondamentale. Non far male e non defraudare chi civuole bene.
Jay: la vita mi ha tolto più volte ciò che amavo di più, mi ha tradito, ha rotto il suo patto.
Vale: ho promesso che sarei stata sempre con lui.
Simon: quando mori octavio, il mio vecchio mi disse 'ti prometto che questo dolore passerà', ma non è passato.
Thiago: un patto si fa in due
Vale: giuriamo l'esserci fedeli. Giuriamo di esserci
Simon: giuriamo di essere sempre uno affianco l'altro
Thiago: sempre puoi contare su di me. E' un patto.
Simon: la vita ti dà e ti toglie. Anche questo è un patto.
Thiago: un patto è un rifugio. Quando il patto si rompe, non siamo protetti dalle intemperie. Rompere un patto, come un'amicizia, è qualcos di imperdonabile.
Vale: finché la morte non ci separi.
Simon: qualcuno ha compiuto con la sua parte del patto

110.''Alleluia'' (Simon) Quarta stagione



A tutti ci hanno raccontato la storia di Adamo e Eva. Vivevano in un luogo perfetto, dove non mancava niente e dove si era felici senza sforzo. Ogni giorno ringraziavano il Signore e facevano una lode ''Alleluia, lodato sia Dio per questo paradiso''.
Ma per disobedire ad una legge, non ci espulsero dal paradiso, ma ci lasciarono nel paradiso ciechi. Ci hanno privato della capacità di vedere il paradiso in cui viviamo.
Se uno potesse aprire gli occhi e vedere, vedere ciò che ci circonda, i miracoli quotidiani, la bellezza, il miracolo dell'amore, dell'amicizia.
Se potessimo vedere la magia di ogni giorno, l'alba e i tramonti, il potere della natura. Se potessimo essere coscienti della vita che sempre si apre passo. Se capissimo che esistere è gia trovarsi nel paradiso diremmo tutti i giorni ''alleluia''.
Alleluia per essere testimoni e parte di questo miracolo. Alleluia per avere la capacità di emozionarci. Per essere gli unici esseri capaci di ridere e di piangere.
Passiamo tutta la nostra vita provando a ritornare nel paradiso, mentre in realtà ci viviamo. Solo si devono aprire gli occhi, svegliarsi e vederlo. Non solo stiamo in paradiso, ma siamo il paradiso.
Alleluia, lodato sia Dio, la vita, l'energia o ciò che tu credi. Alleluia per questo. Alleluia per l'amore, per l'allegria e per il dolore. Alleluia, per gli amici, fratelli, sorelle, padri, madri, figli, alleluia.
Allelulia per questo paradiso in cui viviamo e per il quale vale la pena sacrificarsi.

109.''Detenuti in un momento'' (Paz) Quarta stagione



Per transitare alcuni dolori, per poter aprirci ad essi bisogna farsi coraggio per perdonare.
Perdonare è rilasciare la colpa, lasciarla andare. La colpa è un'ancora che ci detiene.
Al perdonare, al lasciare la colpa, ci liberiamo. Ci permettiamo di avanzare.
Castigarci più volte per qualcosa che non possiamo cambiare ci detiene nel tempo.
Si deve uscire dal segno, da questi passi che ci portano sempre allo stesso cammino.
Perdonare, perdonarsi, è crescere.
Si deve aver il coraggio di avanzare, di non ripetere le stesse risposte agli stessi problemi.
Ci costa perdonarci e questo ci porta a restare congelati nell'errore che facciamo. Non perdonarci è la nostra forma di castigarci.
Perdonare è più che perdonare l'altro, è capire che non siamo colpevoli delle impotenze degli altri.
Quando ripetiamo ciò che ci fa male in realtà è il nostro intento per ripararlo. E' un intento perchè ciò che è stato non sia.
Quando ritorniamo allo stesso sentimento cerchiamo la chance di cambiare ciò che è successo. Impossibile.
Perdonarsi è liberarsi della colpa di esistere.
Ci sono desideri morti che ci legano, ci detengono nel cammino. Ce ne sono altri che ci sollecitano, che ci aprono il cammino .
I desideri morti vogliono cambiare ciò che non si può cambiare. Ci fanno guardare indietro, negano il perdono e la possibilità di perdonare.
Perdonare è lasciare nel passato ciò che è passato. E' porre questo trauma dove corrisponde. E' ricostruire dalle rovine. E' chiudere questa porta. E' lasciare che il treno avanzi. E' ritornare a giocare la partita. E' affermare la propria identità. E' farsi coraggio per essere altro. E' superare le nostre paure. E' affrontare le nostre paure. E' lottare contro i nostri demoni. E' rincontrarsi con sè stesso.
Perdonare e perdonarsi è liberasi di ciò che ci detiene nel tempo, e alla fine poter avanzare.

106.''Cadendo lentamente'' (Luz) Quarta stagione



Dopo l'orrore mi resta solo da guardare e vedere come tutto sta cadendo lentamente.
Ho costruito un muro così alto che è stato il mo carcere, e da lì si può solo cadere. Si abbatte la paura, cade il sopore in cui vivevano, cadono le illusioni di un mondo felice, cade tutto.
Si abbattono i vecchi rancori, si abbatte l'odio, si abbatte la cattiveria. Tutto ciò che ho fatto per dominare crolla. Si abbatte l'oppressione, crolla la disperazione. Si abbatte la tristezza, si abbatte finalmente il dolore. Si abbatte il panico, il terrore, si abbatte la paralisi.
Tutto ciò che è falso, ciò che è costruito sulle bugie, finalmente crolla.
Si abbatte la falsità, l'inganno. Si abbattono i segreti e la manipulazione. Si abbattono le differenze, si abbatte l'isolamento. Crolla l'egoismo, crolla la divisione. Cade il silenzio.
Tutto cade, crolla, mentre io cado nel pozzo più profondo e scuro che ho costruito.
Ma mentre cado sento il sollievo profondo della liberazione. E mentre cado vedo tutto ciò che cade con me, vedo come crolla ogni mattone di questo muro. Si abbatte il confinamento. Crolla il muro. Alla fine tutto sta cadendo lentamente.

105.''L'ora di tornare a casa'' (Professore e Thiago) Quarta stagione



Profe: con gli anni ci cadono i capelli, escono le rughe, ingrassiamo, dimagriamo, ma sempre manteniamo un colore inalterabile che ci rende unici. Questo colore è la nostra essenza.
Si può maturare, si può crescere, si può imparare, ma c'è sempre qualcosa di noi stessi che resta fedele, inalterato.
E' come mangiare il tuo piatto preferito, o ascoltare questa canzone che ti è sempre piaciuta e per te non è mai passata di moda, o come rincontrarti con i tuoi amici di tutta la vita. E' rincontrarti con te, è ritornare a casa.
Una canzone, una parola, un amico, uno sguardo, un punto di incontro è tornare a casa.

Thiago:Ho letto in un libro che la felicità è l'abitudine delle cose buone, è ritornare una e più volte a ciò che ci fa bene. Ritornare a casa.

Profe: Un gesto che si ripete, un gesto di complicità, un 'traspié' che ci ricorda chi siamo, dove siamo, perché viaggiamo. Simboli del ritorno a casa.

Thiago: la spalla di quest'amico che ti sostiene non cambierà anche se lui cambia e tu cambi.

Profe: dovunque tu vada quest'amico è con te.

Thiago:E' come il suono del tuo sorriso, quando è vera, quando ti esce dallo stomaco, non cambia mai.

Thiago: questo aspetto che ti fa unico non cambia.

Profe: il tuo modo di piangere non cambia.

Thiago: e ciò di cui hai bisogno per sentirti meglio nemmeno cambia.

Profe:tutto ciò che sei, che hai portato con te e che porterai con te non cambia.

Thiago:Ciò che porti con te dovunque tu vada è cio che ti fa sentire a casa.
Per quanto lontano tu vada, per quanto tu ti smarrisca, sempre arriva l'ora di ritornare a casa.

104.''Un mattone'' (Simon) Quarta stagione


Per costriuire qualcosa di nuovo bisogna prima distruggere quello precedente, pulire, porre le fondamenta, preparare il terreno.
Essere giovani forse è comprendere che siamo costruttori, architetti della nostra propria vita. Oggi stiamo costruendo il futuro.
Un mattone serve per costruire case che albergano sogni, ponti che uniscono differenze, difese che ci proteggono, ma serve anche per alzare muri che ci separano e ci rendono irriconciliabili

103.''La tua canzone'' (Tacho e Jaz) Quarta stagione


Tacho: ciò che è scuccesso è successo, ma uno può vederla in un altro modo, di altre mille maniere.
Alcuni sopravvivono ad un naufragio, altri affogano in un bicchier d'acqua.
Possiamo convertire la tragedia in una commedia o in un melodramma, questa è una scelta. Uno sceglie come raccontarsi la storia.
Puoi mettere la melodia che più ti piace alla tua canzone: allegre, malinconica, pop,scegli tu. Tu scelgli come vuoi che suoni la tua storia.
La tua canzone è il modo in cui tu racconti e canti al tua vita.

Jaz: la tua canzone è questa melodia che appare per riportarti a galla, è la tua essenza, gli occhi con i quali vedi la storia della tua vita, è questa canzone che ti ricorda chi sei.

Tacho: la tua canzone è quella che ti salva, ti sveglia, quella che sempre suona a prescindere da tutto.

Jaz: perché la tua canzone è quella che tu stesso hai scritto dal più profondo del tuo cuore.

102.''Un paradiso per tutti'' (Tefi e Esperanza) Quarta stagione




Tefi:Una storia può avere un finale felice se c'è qualcuno che soffre e qualcuno che viene ferito?
Tutti meritiamo avere un finale felice, bello, rosa, con un arcobaleno, tutti meritiamo aver un paradiso.
Come si fa per vincere senza che nessuno perda?
Se uno, anche sia uno solo di noi, finisce mal nessuno può finire bene.
Il paradiso non può essere come un vip che solo alcuni entrano, dev'essere per tutti.

Esperanza: Si dovrà ricordare che non tutto è come sembra. Si dovrà ritornare al famoso pensiero laterale una volta ancora, ma sono sicura che un paradiso per tutti ci debba essere.
Dovremmo essere più solidali, più generosi per mettere da parte il nostro egoismo per far un posticino nel resto nel paradiso vip

101.''Solo'' (Mar, Jaz, Melody) Quarta stagione



Mel: non sei solo a questo mondo, ciò che fai affetta gli altri.
Mar: non si può agire senza pensare agli altri
Jaz: quando uno capisce che non sta solo, tutto prende valore, ogni decisione, ogni errore, ogni si, ogni no, tutto affetta gli altri.
Mel: accettare che non sei solo è accettare che non esiste più solo il voglio, ma anche il devo, il posso, devo.
Mar: uno deve sapere che se tira un punto del tessuto si disarmano gli altri, tutti siamo fatti della stessa lana.
Jaz: Amare è pensare negli altri, è averne considerazione, è che ti accompagnino in ogni decisione
Mel: star solo è non pensare a nessuno e che nessuno pensi a te.
Mar: Insieme siamo la resistenza, soli saremo eroi suicidi.
Jaz: amare è dimenticarsi un pochino di sé stesso.

99.''La vita è sogno'' (Mar) Quarta stagione



Di questo si tratta questa storia, di svegliare, di distinguere tra la realtà e il sogno.
Se la tua vita è un sogno qualcuno si adopera di essa.
Bisogna distinguere tra vivere i tuoi sogni e sognare con una vita irreale. Per svegliarsi da questo sogno che anestetizza bisogna ritornare a credere.
Svegliarsi è uscire dal tuo bunker, da questa stanza in cui ti chiudi per non vivere la vita.
Svegliarsi è rompere la bolla, uscire dalla placenta dove stiamo tanto comodi.
Svegliarsi è accettare che la vita alle volte fa male. La vita può essere un sogno, un sonnifero, un cercere. Svegliarsi è trovare la chiave.
Quando uno si sveglia da un incubo ringrazia che sia stato un sogno, ma quado la vita ti colpisce desidereresti star sognando.
Puoi non distinguere se sei sveglio o addormentato ma sai perfettamente che è un incubo.
Senza sogni la nostra vita non avrebbe senso, ma vivere in un sogno, in un'illusione, non è vivere. Vivere sveglio significa che il dolore fa male, senza anestesia, e che la felicità ci mantiene con gli occhi ben aperti.
La vita reale, quella vera, inizia quando apriamo gli occhi e smettiamo di sognare.

97.''Dolci sogni'' (Kika) Quarta stagione



Uno sogno che ti anestetizza non può essere buono. Sognare a volte è un modo di non vivere.
A volte sognamo che abbiamo ciò che nella realtà non possiamo avere. Chi vuole svegliarsi da questo sogno?
Un sogno fatto realtà è una contraddizione, un sogno è un sogno, e la realtà e reale.
E' più facile credere a qualcuno che ti dice che tutto andrà bene piuttosto che a qualcuno che ti dice la verità anche se non è quella sognata.
Un realtà che fa male si cura con più realtà, mai con una negazione.
I sogni si rompono come un cristallo davanti la realtà.
I dolci sogni hanno un unico obiettivo, tappare l'amarezza che può essere la nostra realtà.
I dolci sogni sono fatti di illusioni, di tutto ciò che non è reale. E l'illusione è fatta di un dolce oblio, oblio dell'amara realtà.

domenica 19 luglio 2015

96.''Nella linea'' (Nico) Quarta stagione



So come ti senti 'boncha', sicuramente in questo momento stai dicendo chi è questo 'logi'? Si tu parli sempre al rovescio, non ho mai capito perché parli al contrario. Che idea ha questo 'logi'? Però so che stai bene, accompagnato. Ma ovvio, ti manco io papà. Io sono il tuo referente, tu mi tieni lì su, io sono la tua guida, il tuo faro, questi occhi azzurri che ti illuminavano, tu nove d'area. Io so che non ricordi qualcosa papu, so che passa a tutti.
Siete nella linea di fuoco, e il peggio è che nessuno gli ha chiesto se lo volevano, li hanno messi lì e voi non potete retrocedere né andare al fronte, siete fermi nella linea. Si sente indifeso, angustiato, credimi lo so. Ma l'unica cosa che si può fare quando ti trovi nella linea di fuoco è resistere.
Siete disorientati, vi sentite cadere nel vuoto, sentite che perderete tutto ma non è così, avete una spalla su cui appoggiarvi, avete ragione, molte buone ragioni per continuare a lottare, per schivare il fuoco. La nostra maggior debolezza può essere la nostra miglior forza, solamente lo si deve vedere, lo so, il colpo può arrivare da ovunque ma dovete resistere senza tradire ciò che siete, così non sapete chi sono, cosi non capite perché passa ciò che succede, resistete. A volte la ragione non capisce alcuni misteri. A volte per risolverli c'è bisogno di resistere, resistere insieme. Essere tutti nella linea. Se uno si arrende, abbassa le braccia, perdete tutti. Resistere al nemico che viene da fuori, ma anche resistere ai propri demoni.
Se tutto ciò che è successo è stato duro, tutto ciò che verrà sarà peggiore. Per questo dovete resistere.
Lo so, non sono nessuno per te, ma tu sei tanto per me. Ti potrei raccontare tante cose importanti che abbiamo vissuto insieme.. per esempio ti ho insegnato a giocare al football papu. Tu non ti ricordi 'llequita' ma sempre ti dicevo 'se per il centro ti si complica, vai nella linea' e non sai i goal che hai fatto quando mi hai dato ascolto, non sai... Guarda 'bonchita', papu, abbiamo vissuto tante cose insieme, di cui mi ricordo di più le piccole cose. Per esempio il giorno che mi dovevo sposare con Cielo tu mi hai accompagnato con la decappottabile, ricordi? I due vestiti impeccabilmente, ci siamo seduti, abbiamo cantato, andavamo insieme, belli, cantando la mia canzone preferita, felici.
Sappiamo che non c'è passato né futuro né distanze che ci separano.
papu sei arrivato fino alla metà del fiume, sei nella linea, puoi ritornare alla bolla o continuare avanti. E per quanti lavaggi di cervello ti facciano, tu dentro sai chi sei e chi è la tua famiglia, tu sai che sei lleca, nostro 'llequita'.
Sappiamo che anche volendo o no continueremo a stare insieme, da un lato o l'altro però sempre nello stesso cammino.
Avanzando, retrocedendo, attraversando la linea o andandocene a mangiare, sempre stiamo tracciando un cammino, marcando una linea, fino alla fine.

95.''Senza cura'' (Torito) Quarta stagione



A volte mi arrabbio, ma mi arrabbio, molto, moltissimo.
Ci sono cose che mi danno fastidio, molto fastidio. Credono che gridando li ascoltiamo meglio, ciò mi dà fastidio. Mi fa arrabbiare arrabbiarmi. E tanto che mi arrabbio che divento triste.
Non apprendono più, li cacceranno(?) tutti. Dovrebbero imparare dagli animali, ma non hanno cura.
Nessuno ascolta. Nessuno guarda. A nessuno importa ciò che sente l'altro. Attaccare è più semplice che ascoltare. Gridare è più semplice che aprire gli occhi.
Cielo diceva che le parole sono proiettili quando si gridano, ed è così, fanno male, feriscono.
E' cosi facile odiare o cosi difficile amare?
La rabbia caccia il peggio di te. Mio padre dice che curare è prendersi cura dell'altro.
Un malato ha bisogno di cure. Una ferita all'anima necessita di cure.
Invece di distruggere bisogna costruire. Distruggere ammala e costruire cura. Per me curare è dare la mano. Curare è amare. La cura è un ponte, un ponte che unisce. La cura necessita un tempo, necessita di amore. La cura necessita di uno sforzo. La cura necessita di pazienza. La cura necessita di tutti.
Curare è prendersi cura. Lasciarsi far prendere cura è lasciarsi curare.
Come si cura un'anima? Come si cura l'odio? Come si cura la cattiveria? Come si cura la violenza? Come si cura la paura? Come si cura il rancore?
E' triste e fa rabbia, però ci sono cose che non hanno cura.

92.''Repliche'' (Thiago) Quarta stagione




La replica mi suona come un'opera d'arte falsificata. La replica mi sembra come il dolore dopo il dolore di un terremoto.
Una replica è qualcosa o qualcuno privato dei suoi diritti. Diritto a essere unico, speciale, a essere diverso dagli altri.
Una replica assomiglia molto all'originale, ma non lo è. E' come un'amante, come una seconda scelta.
Una replica è un riflesso, un'ombra. E' come la faccia nascosta della luna,simile all'altra, me nessuno la vede.
Una replica assomiglia alla verità, ma è una bugia.


91.''Vita privata'' (Simon) Quarta stagione


Private saranno queste impotenze, queste lacerazioni che non si possono condividere con nessuno? Privato sarà un muro che separa? Privato sarà questo scudo che ti protegge? Private sono queste cicatrici che nascondiamo? Private sono queste cicatrici che non si chiudono?
Privato è qualcosa che si nasconde. Come si fa con qualcuno provato della libertà?
Essere privati di qualcosa è che ciò ti manca, che ti manchi.
Privato è sinonimo di solitario o solitudine?
Vita privata, quando ascoltiamo questo, non sentiamo che restiamo fuori da qualcosa? Privato, riservato. Quando questa riserva ci include può farci male e molto, no? La privacy è un diritto ma anche un muro che lascia alcuni fuori.
Privato è tutto ciò che non preferiamo nominare. Privato è tutto ciò di cui nemmeno noi non abbiamo certezze.
Quando non sei ciò che vuoi essere, quando ti inganni, quando ti dimentichi chi sei e lasci che un altro viva la vita per te, sei privato della tua identità,del tuo essere.
Privato suona come riservato, intimo, è qualcosa che ci appartiene ma che non vogliamo o possiamo condividere.
Ma per me privato ha sempre significato un'altra cosa: essere spogliato.
Mi hanno privato di ciò che sono. Mi hanno privato della mia vita. Quando ti rubano l'identità, la tua vita è davvero una vita privata. Ma priva di senso, priva di sogni, priva di vita.


90.''Materia pendente'' (Jaz) Quarta stagione




Dicono che un desiderio non muore, insiste, insiste fino a diventare realtà.
Un desiderio che non si realizza ci fa diventare tenaci o ci ossessiona. Ma qualcosa che lasciamo da parte, qualcosa che ignoriamo, per negligenza, codardia, si trasforma in una materia pendente.
Una materia pendente è molto più di un desidero insoddisfatto, è qualcosa che ti richiude nel passato, è un ciclo che non puoi chiudere.
Una materia pendente è un ritorno al passato per poter avanzare fino al futuro.
Uno non va dietro una materia pendente, è lei che ti perseguita.
Una materia pendente ti acchiappa in un momento e non ti lascia avanzare.



89.''La liberazione'' (Luz) Quarta stagione



Tutti cerchiamo la libertà, vogliamo essere liberi.
Un adolescente pensa 'quando crescerò e non dovrò obbedire ai miei genitori, allora si che sarò libera'. Ma cos'è essere libera? Non essere catturati è essere liberi?
La libertà è peculiare, angustia molto non averla, come averla. Essere liberi a volte ti riempe di paure.
Ho letto del caso di un uomo che era asmatico e che è stato preso subito. Il paradosso è che nel carcere gli è passato l'asma.
Nel carcere non ci sono opzioni. La libertà ti dà mille opzioni. La libertà ti obbliga a scegliere. Una libertà ti obbliga. E' un paradosso.
Bisogna essere pronti per reclamare la libertà perché la puoi conseguire.
Essere liberato è come aprire gli occhi alla luce dopo molto oscurità. La libertà abbindola, acceca.
La libertà suona come non avere limiti, ma in realtà essere liberi è avere la libertà di muoversi entro alcuni limiti.
La libertà è molto più che scegliere, è farsi carico di quest'elezione.
E' più facile far caso a qualcuno che far caso a se stessi, perché questo è essere liberi, farsi caso.
Chi vuoi essere?Ti farai carico di ciò che scegli? Sceglierai?
Anche se non lo vuoi, anche se non lo sai, sempre scegliamo. Siamo condannati a essere liberi.
Essere liberi è essere schiavo delle conseguenze delle tue scelte. Un altro paradosso.
E farti carico delle conseguenze delle tue scelte ti ritorna a liberare.
Tutti cerchiamo la libertà. Dovrai farti carico di ciò che hai fatto, di ciò che fai e di ciò che farai e avere una vita condizionatamente libera e piena di senso.