sabato 17 novembre 2012

57. 'La tragedia' (Rama e Vale) Terza stagione


Rama
La tragedia come genere nacque nell'antica Grecia, cinque secoli prima di Cristo. Le tragedie greche parlano del destino inevitabile, di come gli Dei giocavano con i mortali come se fossero burattini. Facessero quello che facessero per evitarlo, il destino era inevitabile, impossibile da evitare. Gli uomini erano impotenti davanti al loro destino.
La tragedia greca era un lamento per la fragilità umana di fronte all'implacabile destino. Invece quasi duemila anni più tardi, nel Rinascimento, il concetto di tragedia cambiò.
Nella tragedia Shakespeariana, per esempio, il tragico era determinato dalle azioni umane.
Non c'era più il destino inevitabile segnato dai capricci degli dei.
Secondo Shakespeare il tragico erano le azioni e le decisioni umane. Decisioni che potevano condurre ad un finale felice o ad uno tragico.
E mentre nella tragedia greca il tragico è il destino, nella tragedia Shakespeariana il tragico sono le condizioni umane.

Vale
In Romeo e Giulietta la tragedia si scatena perché Romeo non arriva a scoprire che Giulietta non è morta. Credendo morto l'amore della sua vita Romeo si uccide, e lei svegliandosi lo vede morto e si uccide. Ma, cosa sarebbe successo se Romeo lo avesse scoperto in tempo? O se lei si fosse svegliata pochi minuti prima? Ci sarebbe stato comunque un finale tragico? Ma si può scappare al destino quando è già scritto?
Se il tragico sono le azioni e le decisioni degli uomini, si può evitare la tragedia?
Secondo Shakespeare il destino non è qualcosa di predeterminato, è qualcosa che si scrive momento per momento.
Il destino è quello che facciamo ogni giorno con quello che ci tocca vivere. Il destino è ogni decisione che prendiamo. È l'abilità che abbiamo per togliere le pietre che la vita mette sul nostro cammino.
Shakespeare dice nelle sue tragedie che il destino può cambiare cambiano le nostre azioni, e in questo modo mostra la strada per convertire la tragedia in commedia.
Shakespeare riflette un cambiamento di modello. L'uomo è responsabile dei suoi atteggiamenti, delle sue decisioni, ossia, il suo destino sta nelle sue mani, da lui dipende la sua tragedia o la sua commedia.

53. 'Il fuori tempo.' (Ariel) Terza stagione


Dicono che tutto arriva, ed è vero, il problema non è se arriva ma quando arriva. A volte le cose arrivano quando ormai è tardi. Altre volte quello che aspetti arriva prima, quando non sei pronto. Tutto ha il suo tempo, prima o dopo questo momento niente fiorisce.
Il fuori tempo sono due strade che non si incontrano mai. Il fuori tempo è arrivare quando la festa è finita. Il fuori tempo non è solo qualcosa che arriva tardi, è anche arrivare tardi per quella cosa. È non suonare a tempo la nota giusta. Il fuori tempo è perdere il treno. Il fuori tempo è un perdono che arriva tardi. Il fuori tempo è come un frutto verde, amaro.
Cinque secondi prima può essere il momento giusto, cinque secondi dopo il peggiore. Il fuori tempo è uno scontro. È saggezza che arriva quando ormai non ne ha più bisogno. Il fuori tempo è una sera fredda d'estate. È l'opposto del posto e dell'ora indicata. Il fuori gioco è una discussione tra sordi.
Il fuori tempo è ironia.

giovedì 15 novembre 2012

52. 'Il futuro è oggi' (Thiago) Terza stagione.

Ci preoccupa tanto il futuro, viviamo pensando al futuro, nel prevenire.
Crediamo che tutto l'importante sta per accadere in alcun momento del futuro. pensiamo molto a ciò che facciamo, dubitiamo perché abbiamo paura di rovinarci il futuro con le decisioni per presente, ma cos'é il futuro?
Tempo...fra sessant'anni o fra dieci secondi sono la stessa cosa. In sessant'anni o in dieci secondi può passare qualsiasi cosa. 
Poniamo nel futuro un carico molto pesante. Nel futuro saremo felici, nel futuro compiremo i nostri sogni.
Nel futuro c'è tutto il meglio che deve venire e tutto il male da evitare.
Ma l'unica certezza è che il futuro è incerto, non possiamo sapere se vivremo sessant'anni o dieci secondi in più, per questo il futuro è oggi.



51. 'Flower power' (Justina) Terza stagione



Il movimento flower power riuniva lo spirito di libertà, di lasciar essere e fare, in principio è sorto come un movimento di non violenza. Il flower power proponeva di fare l'amore e non la guerra.
Ciò che senti è tutto ciò che importa , perché tutto ciò che importa è fatto di ciò che senti. Questo è il riassunto perfetto del flower power.
La parola psicodelia significa "che manifesta l'anima", questo era lo spirito del flower power, manifestare l'anima, esprimersi liberamente.
Il flower power è soprattutto la ricerca della libertà dell'anima, ma un'anima è libera quando non dipende da niente e da nessuno.
Il flower power promuoveva l'amore libero, perché l'anima brilla di più e si manifesta meglio quando è innamorata, per questo alcuni temono tanto l'amore, temono di manifestare la propria anima.
Ci sono anime che desiderano manifestarsi e non possono, non vogliono, non si animano, non sono libere, sono prese e riflettono solo oscurità.
Ma per esprimere l'anima uno deve conoscerla molto bene, però chi può essere realmente sicure di conoscere la sua anima?




50.'Tutto ciò di cui hai bisogno è l'amore' (Cielo) Terza stagione

L'amore ti trasforma, puoi stare in mezzo ad una depressione toccando il fondo, ed appare l'amore e la tristezza di sembra qualcosa di lontano e straniero.
L'amore cambia il tuo mondo, quando arriva niente è come era e mai tornerà a essere come era. L'amore ci da una forza soprannaturale, ci fa supereroi, ci da super poteri.
L'amore ti apre gli occhi, ti aiuta ad affrontare le tue paure e ti aiuta a conoscerti. L'amore ti può curare, l'amore ti può riscattare, l'amore ti può salvare, l'amore è tutto ciò  di cui si ha bisogno per vivere.



49. 'La promessa di qualcosa di migliore' (Camilo) Terza stagione

L'amore è una promessa, due persone che si amano ci promettono che insieme avranno una vita migliore. Non basta la promessa di uno solo, si ha bisogno della promessa di entrambi.
Niente fa più male di una promessa di amore incompiuta, per questo conta tanto promettere e credere nelle promesse d'amore.



48. 'A cappa e spada' (Luna) Terza stagione

Napoleone praticava la scherma, anche Shakespeare, Marxs, Grace Kelly, Il Cid è diventato una leggenda con la sua spada.
Piena di romanticismo, avventura, passione, la spada è stata protagonista di storie affascinanti. Storie di odio, di vendetta, di morte.
La spada è stata protagonista di storie d'amore, di grandi avventure, mi ha sempre attirato questo spirito eroico. L'eroina che lotta non solo per rimanere con l'eroe alla fine della storia ma che lotta per qualcosa di più, per essere parte di una grande impresa.
Finte, mosse, librarsi e scontrarsi, un colpo per prendere il comando. Stabilire la distanza giusta, colpo retto, fondo e giro i guardia, toccare l'avversario. 
Nella scherma la chiave è conquistare lo spazio, mettersi in guardia. Tutte queste storie di avventura, di duelli per amore e di onore parlano dello stesso, lotta per ciò che uno ama con unghie e con i denti.
Un buon giocatore di scherma non è il più abile, ma quello che raggiunge la vittoria delle sue paure. Ciò che guida il giocatore di scherma è la sua forza interiore, il suo modo di vita, sempre si tratta di dare la stoccata perfetta senza vacillare, la vita sempre è in gioco e non c'è tempo per vacillare, o stai in guardia, o muori. Per vincere il giocatore di scherma può usare la propria forza o la debolezza dell'altro. Il giocatore di scherma che usa la propria forza è nobile, quello che usa la debolezza dell'altro è una canaglia.
La miglior stoccata è quella che ti sorprende. E anche se sei disarmato, vinto e distratto, il giocatore di scherma non si arrende, fino alla fine dovrà lottare con le unghie e con i denti.
Il vero giocatore di scherma è quello che prende le sue decisioni da solo, e non gli piace che gli altri la prendano per lui.
Una parte di me vuole e sempre ha voluto essere audace, essere coraggioso, mettersi in gioco, per questo mi piacciono le storie degli spadaccini, perché se la giocano. Affrontare le mie paure, le mie insicurità, lottare con le unghie e con i denti per quello che amo, sai perché? invece di attaccare esco correndo, scappo.
A volte per realizzare un'impresa bisogna lasciar cadere la spada, né attaccare, né difendersi.